Schegge di Liberazione: bonus tracks

In quasi due anni di Schegge di Liberazione, con tre ebook “ufficiali” e una lista di reading abbastanza lunga, è capitato che ci arrivassero dei post in ritardo perché potessimo metterli nei libri elettrici in uscita; poi ci sono arrivati anche dei documenti, dei disegni, delle foto o degli scritti che qualcuno ci ha mandato così, per poter partecipare al progetto. Tutto questo materiale aggiuntivo, noi l’abbiamo pubblicato sul blog, nelle sezioni “Inediti” e “Documenti”, e adesso ci è venuta voglia di raccogliere tutto e di farci un quarto ebook, una specie di album di “bonus tracks”, come fanno le band del rock’n’roll, sperando di fare agli autori e a voi lettori, come si dice, cosa gradita.

(Dall’introduzione a Schegge di Liberazione: bonus tracks)

Eccolo, in pdf (in formato A5 ecosostenibile, se sieti di quelli che “l’odore della carta”), in epub (se avete un lettore di libri elettrici) e in mobi (per quello col kindle).

Buona lettura.

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Esce tra qualche giorno

La copertina è di thuna (in due versioni, questa è una). Dentro ci sono degli inediti, dei making of, dei documenti, delle cose. Esce tra qualche giorno (o qualche settimana, dipende un po’ dal tempo, ch’è sempre poco).

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La scaletta di Milano

Sabato sera siamo andati al Vanghè, a Milano, un posto bellissimo dove non eravamo mai stati. Prima di noi, Guido Catalano ha letto il suo Ti amo ma posso spiegarti. Poi ha fatto un bis col Cocciantone. Eravamo un po’ preoccupati: come si fa a leggere dopo il Cocciantone?

Ma quando siamo entrati in scena, con simonerossi che suonava il clarinetto e l’ukulele, e Bicio che sditazzava il contrabbasso, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Quella che segue è la scaletta, con lettori, letture e rispettivi autori:

  • Elena Marinelli (osvaldo): “La banalità del bene (do the right thing)” di Sergio Pilu (Sir Squonk)
  • Caterina Imbeni (grushenka): “Armistizio” di Fabrizio Chinaglia (Bicio)
  • Roberta Ragona (tostoini): “E poi mi sono fermata di fare le solite cose che fanno tutte le donne” di Ludovica Anselmo
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo): “E come potevamo noi cantare” di Marianna Sabattini (Marri)
  • Marco Manicardi (il Many): “Virginia che non si muove” di Massimo Santamicone (Azael)
  • Fernanda Scianna (nandina): “Camillo” di Andrea Vigani (chamberlain)
  • Simone Marchetti (Chettimar): “Zug” di Elena Marinelli (osvaldo)
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo): “Va’ là, Tugnino” di Emanuele Vannini (Van deer Gaz)
  • Elena Marinelli (osvaldo): “Resistenza” di Camilla Tomassoni (Ilke Bab)
  • Marco Manicardi (il Many): “Ci vuole del coraggio”

Ed è andata benissimo.

Grazie al Vanghè, dove speriamo di tornare; grazie a Guido Catalano, che speriamo di rincontrare; grazie a chi ci è venuto a vedere – ed eravate tanti – e anche a chi era venuto a vedere Guido e poi è rimasto dentro a vedere noi; grazie alla Batchiara per la foto lì sopra; grazie a tutti.

Il tour del 2011 finisce qui.
Ma ci vediamo l’anno prossimo, in giro, da qualche parte.

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Schegge di Liberazione a Milano (con Guido Catalano): Manifesto

(Qui in pdf, se volete spammarlo in giro.)

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Eppur bisogna

di Sara Bonezzi e Andrea Goldoni (che ringraziamo col cuore in mano).

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La scaletta del Mattatoio

(capra, barabbista e chitarraio dei Gazebo Penguins)

Quindi ieri sera siamo tornati nella nostra Betlemme, il Mattatoio Culture Club di Carpi (MO), dove tutto era iniziato in quel lontano 24 aprile del 2010. Questa volta siamo stati inviati dai Gazebo Penguins, una band che spacca, come dicono i giovani, e che ha fatto un concerto coi controcoglioni, come diciamo noi trentenni. Noi abbiamo letto accompagnati dal simone rossi al clarino e all’ukulele e da Bico al contrabbasso, e non abbiamo mai visto un pubblico così attento la domenica pomeriggio al Mattatoio. Di seguito, la scaletta con lettori, letture e rispettivi autori:

  • Elena Marinelli (osvaldo): “Brucia la biglia” di Simone Rossi (perché è stato il pezzo d’apertura del 24/04/2010, e noi siam gente che le tradizioni le rispetta)
  • Caterina Imbeni (grushenka): “Armistizio” di Fabrizio Chinaglia (Bicio)
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo): “E come potevamo noi cantare” di Marianna Sabattini (Marri)
  • Marco Manicardi (il Many): “Virginia che non si muove” di Massimo Santamicone (Azael)
  • Domenico Desiderio Pinto: “Carta da musica e suono di bilancia” di Vincenzo Prencipe (khenzo)
  • Simone Marchetti (Chettimar): “Zug” di Elena Marinelli (osvaldo)
  • Elena Marinelli (osvaldo): “Resistenza” di Camilla Tomassoni (Ilke Bab)
  • Marco Manicardi (il Many): “Ci vuole del coraggio”

Poi, come vi abbiamo già detto, han suonato i Gazebo Penguins, che, tra le altre, hanno una canzone che fa così:

La prima volta che ho ascoltato le mondine ho pianto del coraggio che non ho. / Davanti a un cippo o ad un altare mi sembra di sparire del freddo che hai preso per me.

 E hanno spaccato, come dicono i giovani.

Grazie al Mattatoio, ai pinguini, alla grappa di Teroldego di capra, a chi ci è venuto ad ascoltare e, insomma, grazie a tutti.

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17 dicembre: torniamo a liberare Milano

(combattimenti sui tetti di Milano)

Milanesi e limitrofi, udite: sabato 17 dicembre siamo all’Ambulatorio d’arte Van-ghè, in via Bastia 15, a Milano, a leggere le Schegge di Liberazione. Dopo di noi, o prima, dobbiamo decidere, c’è il sommo poeta Guido Catalano a declamare la sua nuova fatica “Ti amo ma posso spiegarti“. In ogni caso, il tutto inizia alle 21 quasi spaccate.

Qualcuno si è già prenotato, ma se volete venire a leggere le vostre cose o le cose altrui dagli ebook di Schegge di Liberazione (2010, 2011, outtakes, eccetera), mandate una missiva elettrificata al solito marcomncrd chiocciola gmail punto com, contattateci sui socialcosi, e noi proviamo a mettervi in scaletta.

(Ah: costa 5 euro con consumazione, entrare, ci han detto. C’è da fare la tessera del Van-ghè.)

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11 dicembre: le schegge, tre pinguini, un mattatoio

Era cominciato tutto lì, il 24 aprile del 2010. Con più di un anno e mezzo di reading sulle spalle, domenica 11 dicembre torniamo al Mattatoio Culture Club di Carpi (MO) a leggere le Schegge di Liberazione.

Iniziamo alle 20, suppergiù, ché alle 21 c’è il concerto dei nostri amici Gazebo Penguins, quelli della foto lì sopra, che presentano un album chiamato Legna, dove c’è una canzone che dice ”La prima volta che ho ascoltato le mondine ho pianto del coraggio che non ho“.

Verrà una cosa che spacca, come dicono i giovani.

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La scaletta di Limidi di Soliera (con le Mondine)

Ecco, ci siamo riusciti, l’abbiamo rifatto: abbiamo letto le Schegge di Liberazione con il Coro delle Mondine di Novi di Modena. Eravamo nella nebbia di Limidi di Soliera, in una palestra tutta riallestita, ci tremavan le gambe, come l’altra volta. Noi abbiamo letto accompagnati da simone rossi al clarinetto e all’ukulele e da Bicio al contrabbasso, le mondine han cantato in semicerchio, il pubblico si è arrossato per bene le mani e qualcuno anche gli occhi, ed è andata più o meno così:

  • Le mondine cantano FIGLI DI NESSUNO
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo) legge “L’impresa di mio nonno”
  • Le mondine cantano I MUNDARIS
  • Elena Marinelli (osvaldo) legge “Armistizio” di Fabrizio Chinaglia “Bicio”
  • Le mondine cantano SON LA MONDINA
  • Caterina Imbeni (grushenka) legge “E poi mi sono fermata di fare le solite cose che fanno tutte le donne” di Ludovica Anselmo
  • Le mondine cantano LA TINA
  • Elena Marinelli (osvaldo) legge “Zug”
  • Le mondine cantano SENTO IL FISCHIO DEL VAPORE
  • Leonardo Tondelli legge “Scava, Ferruccio”
  • Le mondine cantano IL BERSAGLIERE HA CENTO PENNE
  • Camilla Tomassoni (Ilke Bab) legge “Resistenza”
  • Le mondine cantano SE OTTO ORE VI SEMBRAN POCHE
  • Marco Manicardi (il Many) legge “Virginia che non si muove” di Massimo Santamicone (Azael)
  • Le mondine cantano FRATELLI CERVI
  • Caterina Imbeni (grushenka) “Ci vuole del coraggio” di Marco Manicardi (il Many)
  • Le mondine cantano BELLA CIAO

Poi ci siamo ritrovati a cantare Fischia il vento insieme al coro, e la direttrice prima di attaccare ha detto ragazze, tirate fuori le palle.

Son cose che fanno bene allo spirito. E forse anche alla pelle.

Grazie al comune di Soliera, grazie a Tania Denti che ha organizzato tutto, grazie al fonico di cui non ricordo il nome, grazie al Coro delle Mondine di Novi di Modena e, insomma, grazie a tutti.

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Strenne di Liberazione

(img by thunalab)

Di Schegge di carta ne son rimaste poche, un pacco e poco più, diciamo, un’ottantina. Speriamo di finirle durante i prossimi reading (e ne approfittiamo per ricordarvi che domenica leggiamo insieme al Coro delle Mondine di Novi di Modena). Ma visto che l’ultima volta, a Sogliano, c’è stato chi ne comprava due o tre alla volta dicendo “così faccio i regali di Natale”, ecco, se anche voi volete delle Schegge di Liberazione da regalare ai vostri cari, mandate una mail al solito marcomncrd chiocciola gmail punto com e noi ve le spediamo. Solo affrettatevi, ché le poste italiane son quel che sono e i libri ad arrivare ci mettono un po’.

Orsù, Natale è alle porte. Hop hop hop.

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