La scaletta dei re magi per una società migliore – Schégi ed Liberaziòun a Correggio

di Luca Zirondoli “carlo dulinizo”

foto cortesemente concessaci da Emiliano Zanichelli

Stavo dimenticandomi di dirvi com’è andata a finire venerdì.
Venerdì era il primo giorno dell’European Resistance Assembly a Correggio.
Venerdì ha fatto brutto e vento tutto il tempo, fino alle 15, poi è uscito il sole, dalla piazza i Gasparazzo, chitarra fise e tamburi, sono usciti pure loro a salutare il sole, ovviamente nessuno elettrificato, il cantante ci ha lasciati tutti meravigliati, lo sentivi da portico a portico. Siamo arrivati io e la Betty (Elisabetta Vezzani – se non c’è su wikipedia, bisognerà colmare questa lacuna nel sapere mondiale, davvero), armati del fido Barabbanchetto, ci han detto, voi siete lì, e noi, insieme ad Arturo Bertoldi del progetto gliocchidi (che vi consigliamo di andare a vedere) lì ci siam messi, con tanto di divano e sedioline.

Il sottoscritto dulinizo ha introdotto un po’ la faccenda e raccontato agli astanti com’è nato il progetto, dove ci ha portato e come si è evoluto nel tempo, e mentre spiegavo è comparso uno che sembrava Pertini, con occhiali scuri, il fazzolettone bianco rosso e verde al collo. Intanto indicavo il Barabbanchetto che ospitava 3 copie, già prenotate come regali a chi sapevo io, e un libro di uno di quei soggetti a cui volevo recapitare a nomi di tutti questo omaggio. Poi abbiamo dato fuoco alle polveri e abbiamo inanellato:

  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo) ha letto “Questa cosa della resistenza” di Enrico Bergamini
  •  Elisabetta Vezzani (Betty) ha letto “E poi mi sono fermata e ho smesso per un attimo di fare le solite cose che fanno tutte le donne” di Ludovica Anselmo
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo) ha letto “Va’ là Tugnino” di Emanuele Vannini (Van deer Gaz)
  • Elisabetta Vezzani (Betty) ha letto “Virginia che non si muove” di Massimo Santamicone (Azael)

E così, molto commossi (la Betty mi ha lasciato talmente senza fiato che non sapevo come andare avanti…) e molto contenti della risposta degli astanti, tra cui il nostro Pertini, abbiamo chiesto se ci fossero domande, abbiamo risposto, abbiamo consigliato il download, che delle 3 copie che avevo con me erano regali dedicati, e uno, quando ha preso la parola e si è tolto gli occhiali, era Pertini, che non era Pertini ma Avio “Athos” Pinotti, vero simbolo della lotta Correggese antifascista. Gli abbiamo donato il libro e lui di tutta risposta ha scritto a noi Schegge di Liberazione, sul libro che casualmente mi ero portato, questa dedica:

Infine, come ulteriore gesto di stima, il Ribelle s’è levato il cappello, noi abbiam risposto con un picciol inchino e siamo andati insieme a sentire tutta la bella gioventù antifascista che c’era quel giorno.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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