La scaletta di Bologna (allo Zammù)

Giovanni Pesce (Visone) e Onorina Brambilla (Sandra)

Giovanni Pesce (Visone) e Onorina Brambilla (Sandra)

E quindi ieri sera siamo tornati a Bologna, a liberarla, e la liberiamo sempre volentieri. Eravamo allo Zammù, un posto proprio bellino, c’era la gente seduta ai tavoli, accucciata a terra, in piedi appoggiata al muro. Poi allo Zammù c’è un pianoforte, appena l’abbiamo visto ci siamo girati verso Chettimar, lui ha capito e ci si è seduto davanti, e insieme al clarinetto di simone rossi e al contrabbasso di Bicio s’è così svolto un degno accompagnamento alla scaletta che andiamo subito a presentarvi, con lettori, letture e rispettivi autori:

  • [introduzione] Caterina Imbeni (grushenka) e Marco Manicardi (il Many): un estratto rimaneggiato da “Onorina Brambilla Pesce” di Luigi Cesareo dall’Enciclopedia delle donne
  • Andrea Capaccioli (Ciocci): “La banalità del bene (do the right thing)” di Sergio Pilu ([SirSquonk])
  • Simone Marchetti (Chettimar): “Zug” di Elena Marinelli (osvaldo)
  • Luca Zirondoli (carlo dulinizo): “E come potevamo noi cantare” di Marianna Sabattini (Marri)
  • Elena Marinelli (osvaldo): “Virginia che non si muove” di Massimo Santamicone (Azael)

(stacchetto musicale: Fischia il vento)

  • Caterina Imbeni (grushenka): “Allora mi sono fermata e ho smesso per un attimo di fare le solite cose che fanno tutte le donne” di Ludovica Anselmo
  • Giampaolo (oasi): “Meleto” di Cassandra Rofi (La Civetta)
  • Valentina Piretti: “Cara Mara” di Jessica Carrieri (Iskah)
  • Giulia Lippolis (SimplyGiulia): “Ognuno la sua” di Chiara Tizian (chiaratiz)
  • Elena Marinelli (osvaldo): “Resistenza” di Camilla Tomassoni (Ilke Bab)
  • Marco Manicardi (il Many): “Ci vuole del coraggio”

(sigla, finale, ringraziamenti, baci, abbracci)

  • [bis] Luca Zirondoli (carlo dulinizo): “Questa cosa della Resistenza” di Enrico Bergamini

Come abbiamo detto nell’introduzione: Onorina Brambilla, detta Nori, detta Sandra, ci ha lasciato il 6 Novembre 2011, domenica scorsa. Questo reading è dedicato a lei.

Grazie a Malicuvata, a Scritti Erranti, allo Zammù. Grazie a tutti.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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