Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Resistenza ma non avete mai osato chiedere

di Stefano Pederzini “Bolero”

(FAQ contro il mal di Pansa)

D.: Chi erano i partigiani?
R.: Volontari che combattevano l’esercito di occupazione tedesco e i suoi alleati della repubblica fantoccio di Salò. I gruppi partigiani si formarono spontaneamente un po’ su tutto il territorio dell’Italia occupata e ne facevano parte uomini e donne (all’epoca le donne non avevano nemmeno il diritto di voto, si può dire che se lo conquistarono sul campo).

D.: È vero che i partigiani erano bolscevichi al soldo di Mosca il cui intento era soggiogare l’Italia al comunismo sovietico?
R.: No. C’erano brigate partigiane comuniste (la maggioranza), ma anche socialiste, liberali e cattoliche. Ci fu chi diventò partigiano per convinzione (antifascisti di vecchia data), per esclusione (magari erano stati pure fascisti, ma avevano cambiato idea dopo istruttive esperienze, tipo un paio d’anni di guerra idiota in Albania) o addirittura per caso. Un ex partigiano mi raccontò che lui e i suoi amici, diciottenni o giù di lì, si presentarono alla chiamata alle armi dei repubblichini con un giorno di ritardo, perché prima avevano voluto prendersi una sbronza colossale. Il comandante li fece arrestare per diserzione e voleva farli fucilare. Il giudice fortunatamente li liberò e loro decisero di entrare nei partigiani.

D.: È vero che molti hanno fatto i partigiani per convenienza?
R.: Normalmente, l’unica convenienza data dallo status di partigiano era, in caso di cattura da parte dei tedeschi, la morte mediante impiccagione con il filo spinato, previa estirpazione delle unghie, degli occhi e dei denti. Qualcuno forse ne avrà ricavato dei vantaggi, i più la sola soddisfazione del 25 aprile (mica poco, anche se poi inesorabilmente delusa anno dopo anno).

D.: È vero che molti civili vennero uccisi dai tedeschi per colpa dei partigiani?
R.: È vero che le SS, spesso insieme ai fascisti, misero a ferro e fuoco interi territori in cui operavano formazioni partigiane, con l’obiettivo di stanarle. Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Boves, per fare dei nomi. Non furono certo i partigiani a obbligarli a massacrare donne, vecchi e bambini e a squartare donne incinte per poi usare il feto per giocare a palla.

D.: È vero che la liberazione dell’Italia è stata merito degli Alleati e i partigiani non hanno contribuito minimamente?
R.: Non esageriamo. Gli atti di guerriglia e di sabotaggio dei partigiani sono stati fondamentali per minare le forze nazifasciste e facilitare l’avanzata angloamericana. Ma se anche così non fosse stato, il solo fatto che le brigate partigiane si siano costituite e abbiano combattuto ha rappresentato il riscatto di una nazione il cui Re era scappato come un coniglio.

D.: È vero che i partigiani hanno continuato a uccidere anche dopo la fine della guerra?
R.: È verissimo, ma non per molto perché uno dei primissimi atti del nuovo governo fu la requisizione delle armi. D’altronde, è difficile che vent’anni di dittatura e cinque di guerra non lascino nessuno strascico: come dice un eminente storico del periodo, guerra non finisce quando arbitro fischia.

D.: È un bene che abbiano vinto i partigiani?
R.: Prima c’era la dittatura, dopo no. Fate voi.

D.: A noi sembra che ci sia la dittatura anche adesso.
R.: Eh, allora è il caso che vi diate una mossa.

[Sono spossato]

__________
Stefano Pederzini “Bolero”
È nato a Bologna ed è sempre rimasto nei dintorni. Scrive software e stupidaggini, confondendosi spesso tra le due cose.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in ebook 2011. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Resistenza ma non avete mai osato chiedere

  1. Giovy ha detto:

    quanto mi piace questo post…

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