Quel sovversivo del mio babbo

di Bruna Stefanini “scanfesca”

Fra le tante passioni ho anche quella per le storie locali, quelle che cronisti sconosciuti scrivono su luoghi che in fondo non importano molto a nessuno tranne a quelli di lì (e neanche a tutti). Così nel paese di origine della mia famiglia, Santarcangelo di Romagna, ho comprato un libro sulla vita fra fascismo e antifascismo “La notte delle bandierine rosse” (di Gianni Fuzzi e Serino Baldazzi) e ho scoperto che oltre a un nonno anarchico (cosa che sapevo già) ho avuto anche un babbo sovversivo.
“Durante il 1932 l’antifascismo manifesta una certa vitalità. Agli inizi dell’anno i santarcangiolesi hanno la sorpresa di vedere il monumento ai Caduti addobbato con piccole bandierine di carta velina rossa. Dell’impresa vengono accusati i minori Costa Stefanini, Riccardo Gobbi, Sante Morelli e Oberdan Paolini i quali l’8 gennaio vengono sottoposti a custodia cautelare”. Insomma, vengono messi in galera!
Fra loro c’è il mio babbo. Naturalmente la cosa mi ha colpito molto e mi sono rivolta al Comune del paese romagnolo per avere notizie. I funzionari, con una cortesia e una solerzia che davvero va segnalata ad esempio, hanno trovato e mi hanno inviato il verbale dell’arresto di mio babbo e i suoi amici.
Minorenni, avevano diciassette anni quando si era maggiorenni a ventuno, vengono arrestati e tenuti in galera per alcuni giorni per avere appeso dei festoni con bandierine rosse al monumento ai caduti della prima guerra mondiale. Il loro nome è scritto nel registro dei “Pregiudicati, Oziosi, Vagabondi, Persone Sospette”.
Chi li ha denunciati si ricrede, poi conferma, poi smentisce “non può o non vuole” spaventato e incerto, benché sia un fascista come si dichiara a mo’ di qualifica.
Davvero erano tempi oscuri, altroché il fascismo dal volto bonario di cui si racconta.
A me questo babbo ragazzo che non potendo forse osare di più almeno fa un gesto di sfregio, sfotte il potere e la sua prosopopea mi sta simpatico.
Non un eroe, ma un ragazzo qualunque che con l’incoscienza dei suoi pochi anni voleva affermare il suo diritto ad un gesto di sfida ai prepotenti.

[Ricordando a casoPiccole storie nella pietra]

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Bruna Stefanini “scanfesca”
Bruna nasce sulla linea gotica nel ’43. Come insegnante ha lasciato belle impronte nelle vite di tanti (parole loro). Scrive quattro diversi blog che parlano di storie e delle tracce che le persone lasciano nei luoghi.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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