Nunca màs

di Veronica Benini “Spora”

Oggi è l’anniversario del Golpe in Argentina. 35 anni.
Quel 24 marzo del 1976 ero nella pancia della mamma da tre mesi. Ha avuto le contrazioni ma mi ha tenuta stretta dentro.

Buenos Aires, febbraio del ‘77. Avevo sei mesi ed ero la primissima bambina della primogenita di una famiglia con 7 figli. Mio nonno mi chiamava “la nipote di mia moglie” perché gli faceva strano essere nonno, ma in realtà era troppo contento e sapeva che ne avrebbe avuti tantissimi, di nipoti, con sti 7 figli.

Mio nonno faceva il commercialista. Mio nonno era di sinistra. Mio nonno, abbiamo saputo da poco, era n°2 dei Montoneros. Si chiamava Horacio.

Be’, quel febbraio, durante il matrimonio della secondogenita, le luci in Chiesa si spengono di botto. Qualcuno ha tagliato il filo dell’elettricità. Mio nonno, sull’altare, è nervoso e si guarda sempre all’indietro, come se aspettasse qualcuno.

Funzionava così, con loro. Agivano col terrore.

Il matrimonio lo fanno piazzando una macchina coi fari accesi davanti al portale della chiesa. Ho provato ad immaginare la scena, con gli abbaglianti puntati sulla schiena degli sposi e le ombre lunghe per la luce radente. E vedo tutto in bianco e nero.

 

Dopo la festa, dove il nonno appare sempre nelle foto guardando atrove, be’, dopo la festa, il mattino dopo, si ferma silenziosa una Ford davanti casa.
Le Ford Falcon verde militare, di quelle che usavano loro per andare a prendere la gente, e non le rivedevi più. Mia nonna, Hebe, sulla porta di casa rimane congelata e le scende la pipì da sotto la gonna.

Mio nonno non sappiamo come né quando né se sia in effetti morto. Lo supponiamo. Sappiamo che è stato nell’inferno della Esma da qualcuno che ne è uscito, e rispettando la catena della memoria ce lo ha fatto sapere. Stop.

Mia nonna quando ha rifatto il passaporto le hanno scritto sullo stato civile: “nubile”. Perché un desaparecido spariva ovunque, anche dall’anagrafe. Sparirono in trentamila. TRENTAMILA.

Mio nonno quel giorno è sparito, desaparecido, con una nipote nata e una in via di. E invece siamo tantissimi, di nipoti. E non dimentichiamo, e scendiamo in Piazza per non subire mai più, nunca màs, un olocausto.

[SporaBlog]

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Questo post l’ha scritto Spora il 24 marzo del 2011, sul suo blog. Poi siamo andati a fare le Schegge a Parigi, la Spora era a cena con noi, la sera prima, e me l’ha fatto leggere. Le ho detto subito che il giorno dopo avrebbe potuto leggerla in pubblico, insieme a noi. E lei l’ha fatto. Grazie Spora.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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