Fragile come il cristallo

di Andrea Capaccioli “Ciocci”

Vedete quegli otto bicchierini? Là dentro la vetrinetta, accanto alle bomboniere, quelli piccoli da liquore, sono quelli che la nonna tira fuori quando ci sono ospiti a pranzo e a fine pasto mette in tavola la boccia di grappa.
Sono sopravvissuti al ‘900, hanno visto guerre e muri, autarchia e globalizzazione, cordiali e rum.
Nel maggio del ’44 quei bicchieri erano in casa della famiglia di mio nonno da prima della guerra, l’altra.
Lui non c’era, in casa, era stato richiamato a servire la patria fascista, mandato in Albania a costruire l’Impero, sarebbe tornato solo molti mesi dopo vestito con quattro stracci legati insieme col fil di ferro e lo spirito di chi voleva finalmente tornare a vivere.
A Siena aveva lasciato la famiglia e la futura moglie, che sposerà nel ’45, perché quando una guerra finisce non possono che nascere amori.
Forse aveva bevuto troppo, quel soldato tedesco trovato morto lungo la strada una mattina d’estate, o forse era stato davvero qualche partigiano a ucciderlo, che in quei mesi dai boschi erano usciti molte volte ad assaltare tedeschi e fascisti e di fatto già controllavano gran parte della provincia.
Maledetti italiani voltafaccia e traditori, adesso ve la diamo noi una lezione così imparate cosa succede ad ammazzare un tedesco. Questo devono aver pensato i soldati che la mattina trovarono il corpo e lentamente risalirono la strada verso il più vicino podere, devono essere stati loro, per forza.
Non lo so come ha fatto a capirsi con i militari, il mio bisnonno, forse parlavano italiano o forse no, ma tanto quando hai un fucile o una pistola puntati penso che capisci al volo anche se non parli tedesco, e poi anche nei film quando i cattivi parlano con i buoni e li minacciano, si capiscono sempre:

– No signore, non l’abbiamo ammazzato noi quel ragazzo.
– E allora chi è stato? Datemi il colpevole e a voi non sarà fatto niente.
– Non lo sappiamo, siamo contadini, siamo qua per paura della bombe.
– Date fuoco al capanno là, vediamo se così capiscono!
– Davvero non lo sappiamo chi è stato, vi prego fermatevi!

Le cose potevano andare pure peggio, che dopo aver appiccato il fuoco stavano per togliere la sicura alle armi, ma arrivò un superiore a fermarli, dovevano andare i francesi che i francesi incombevano.
Dentro al capanno era nascosto il corredo buono: biancheria, tovaglie, piatti e bicchieri. Quando riuscirono a spegnere il fuoco l’unica cosa rimasta intera erano quegli otto bicchierini là, che furono tirati fuori per festeggiare neanche un mese dopo, al passaggio delle truppe francesi che arrivavano a liberare Siena.

La prossima volta che venite a pranzo da me ricordatemi di offrirvi una grappa che ho proprio dei bellissimi bicchieri.

[Ciocci Thinks]

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Andrea Capaccioli “Ciocci”
Nasce a Siena mentre l’Argentina vince con il Belgio nella semifinale dei Mondiali, lui dice che non c’entra niente.

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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