Sì, maestra

di Italo Paltrinieri “dud cheque”

Stavamo cenando quando bussarono forte alla porta. Cenavamo con il silenzio delle cene, perché poteva cascare il mondo, ma a cena si stava seduti insieme e in silenzio. Però si cenava con il silenzio anche perché c’era poco altro da mettere in tavola. Vedete, quell’inverno in cui la nostra terra era rimasta al di sopra della götenstellung, come la chiamavano i grandi, non è che siamo riusciti ad ingrassarci molto.
Quella linea doveva essere qualcosa di terribile, metà del paese diceva a bassa voce che di là ormai non c’era più la guerra e tutti mangiavano cioccolata, che tutti erano liberi e che presto sarebbe crollata. Io, per conto mio, ero libero anche da questa parte, solo che non avevo la cioccolata e questo non mi piaceva per niente.
Poi invece c’erano quelli che dicevano che gli americani la linea non l’avrebbero mai passata e noi saremo rimasti di qua, da per noi, che non c’era pericolo. Io che c’era pericolo lo sapevo, mio papà era andato via e non potevamo dirlo a nessuno dov’era. Era andato a Modena, da un prete, e doveva stare nascosto, e quando andavamo con la mamma a trovarlo in bici, mica potevamo fare il Canaletto, come facevano tutte le persone normali, no.
Facevamo le strade basse, ci voleva tutta la mattina e arrivavamo a Modena dall’altra parte, poi l’attraversavamo di nuovo per sbucare in campagna verso San Lazzaro. Che dico io, da San Prospero facevamo prima ad andare a Bologna che a far questo giro. Comunque il fatto era che dal papà si andava raramente e la mamma aveva paura a portarci e infatti si guardava sempre indietro quando andavamo, ma mica per non perderci, no. Proprio perché aveva paura, che è un attimo che uno di quelli ti segue e poi fa la spia ai partigiani, o ai fascisti, che tanto era uguale, mio padre lo cercavano tutti e due.

Insomma io avevo già 9 anni e di cose paurose me ne intendevo abbastanza, ma la paura che ho preso quando hanno bussato alla porta, quella è stata forte. Anche la mamma è saltata sulla sedia, e poi hanno cominciato a chiamare a voce alta “Maestra, maestra. Apra. Venga a vedere”. Me ne accorsi subito che era Loris e subito ho detto “L’è quell’esen ed Loris”, e a quel punto a mia mamma la paura è passata ed è tornata subito in sé. “Non si parla in dialetto in questa casa. Quante volte te lo devo dire? Te lo dico anche in classe. Non voglio che dicano che il figlio della maestra parla in dialetto”. Quando mi diceva così di solito sottolineava la cosa con un bel scappellotto. Questa volta se lo deve essere scordata perché è andata ad aprire la porta senza neanche guardarmi.
Loris quando è entrato, ha salutato mia mamma e si è subito messo a raccontare che nel fienile dei Benassi se le stavano dando e che ci scappava il morto e che lei ci doveva andare, di corsa. E raccontava che c’erano il Paolino e Giovanni che avevano il mitra e che. Non ha finito perché la mamma aveva già messo il cappotto ed era mezza fuori. Sono rimasto a bocca aperta, a tavola con le mie sorelle e, anche se io ero l’unico maschio, loro erano più grandi e forse sapevano cosa stava succedendo.
Ma non lo sapevano proprio per niente, perché siamo rimasti lì quasi per un’ora a guardarci e avevamo anche pensato che forse ci dovevamo nascondere. Poi la mamma è tornata ed era arrabbiatissima e ci ha mandato tutti a dormire e poche storie, e ha cominciato a venire a casa un sacco di gente, per tutta la notte. E parlavano, come parlano i grandi, sottovoce ma urlando, e in tanti parlavano dialetto e la mamma mi è sembrato che anche lei ci ha parlato dei pezzi in dialetto, e io crollavo dal sonno anche perché mica si capiva tanto. La gente ha continuato a venire anche il giorno dopo e il papà del Paolino invece è stato gentile e ci ha anche portato una gallina che faceva le uova, mica uno di quei vecchi polli secchi secchi. Per dire che forse aver preso quello spavento a tavola poi è stato anche un bene, va’.

Me lo ha raccontato Loris cosa era successo. Diceva che era successo che il generale americano aveva fatto il proclama. E aveva detto che per quell’inverno ormai si stava tutti fermi e di tornare a casa. Ma tanti a casa mica ci potevano tornare come se niente fosse, belli e freschi. Che se no li impiccavano e allora qualcuno ci tornava lo stesso, però di nascosto, almeno per salutare dicevano, ma io dico che era anche per prendere qualcosa da mangiare, che come vi ho detto, nessuno diventava grasso e neanche quelli che erano andati in montagna.
E allora quando Paolino è tornato a casa lo avevano nascosto per bene insieme ai suoi compagni nel fienile dei Benassi, dove il papà del Paolino andava a star dietro a quelle dieci mucche che aveva il Benassi, che ormai era vecchio e non ci riusciva mica da per lui, e allora almeno portava a casa il latte e da Loris c’era sempre un po’ di burro.
Giovanni, che invece era rimasto a casa e ormai girava sempre con una specie di divisa e stava anche insieme ai tedeschi, andava a Sorbara o anche a Modena, certe volte, con i grandi, aveva scoperto che c’era qualcuno nel fienile, oltre alle dieci vacche, e si era messo a far la guardia di nascosto per scoprirli con degli amici che venivano proprio da Sorbara per aiutarlo.
Be’ proprio quella sera li ha scoperti ed è entrato nella stalla e ha cominciato a urlare con il fucile in mano (non era mica vero che avevano i mitra, ma Loris le spara sempre grosse), e allora è sbucato fuori anche il Paolino, che lui aveva invece una pistola, e si urlavano di arrendersi, che avrebbero sparato, che erano dei traditori e delle canaglie. Sono stati lì a urlare fino a quando non è arrivata mia mamma. Loris dice che però quando l’hanno vista entrare mica l’ascoltavano, e allora lei si è messa in mezzo tra loro due e li ha presi per le orecchie come faceva quando erano insieme in classe con lei, almeno cinque o sei anni prima, e ha cominciato a urlare lei più forte, dicendo che era la maestra e che non si era mai visto che due suoi studenti fossero così ignoranti da spararsi addosso. E che adesso Paolino e i suo compagni se ne dovevano andare subito. E loro sono rimasti bloccati in silenzio, e mia madre ha detto che dovevano dire “Sì, maestra” ed è stata lì fino a quando non lo hanno detto bello forte. Poi ha lasciato l’orecchia di Paolino che subito è andato via con i suoi compagni, e ha detto a Loris di andare a chiamare il prete e poi insieme al prete di andare dal padre di Giovanni per farlo venire alla stalla. Lei intanto avrebbe tenuto Giovanni fino a quando non fossero arrivati. Ecco cos’era successo, diceva Loris.

Dopo poco tempo ce ne siamo andati via da San Prospero, che mia madre non poteva più insegnare nella scuola e siamo andati dal papà che era andato a Roma per nascondersi meglio, diceva che aveva degli amici laggiù che potevano aiutarci e la mamma ha trovato una scuola dove spiegare anche a quei bambini che dovevano parlare italiano. Sono tornato a San Prospero quando ormai avevo vent’anni, ma mi son messo a stare a Modena, proprio vicino a quella chiesetta di San Lazzaro. Non ho mai più rivisto Giovanni e credo che sia morto, Paolino invece si è trasferito con tutta la famiglia e torna raramente da queste parti. Mia madre non ha più voluto tornare e gli amici di mio padre non lo hanno poi aiutato tanto se non ha praticamente più lavorato fino a quando non è morto. Loris invece sta bene, anche se continua a spararle grosse.
Solo una volta, verso la fine, ho chiesto a mia madre di raccontarmi cosa fosse successo davvero in quel fienile, lei si è rabbuiata e mi ha risposto “Lasa stér, le andèida bèin”.

[dudcheque]

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in outtakes. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...