A volte, la gente

di Ginevra Lamberti

I vecchi si ripetono. Come i giovani, che hanno i loro leitmotiv, ma sono giovani e freschi e i leitmotiv stanno bene.
Quando sei vecchio ti ripeti poco, medio, tanto, malato. Dipende. Sta di fatto che te lo perdonano meno e sei un rincoglionito.

Infatti Teresa quando vedeva Piazzale Loreto in biancoenero diceva sempre, sempre, che lei là c’era passata, ma un paio di giorni dopo la Storia. Quei due li avevano già tirati giù.
Diceva, che anche quella poveretta che l’aveva seguito, lei non capiva, lei non pensava che era necessario appenderli a testa in giù. Non era mica fascista, votava DC. Non era democristiana, era ignorante.

Ma a pensarci se mia nonna studiava anche dopo la quarta volontaria, anche magari le superiori e l’università, ad averla vista vivere e muoversi, mi sa che poi era democristiana comunque. Quindi diciamo che tolgo tutta la base culturalefilosofica. E allora Teresa votava DC, era democristiana e andava sempre a messa, e nonno votava PC, era comunista e usava con competenza la falce. Che per la cronaca falciare con la falce è difficilissimo.

Teresa non era mica di Milano, era lì a fare la veneta. Teneva una bambina di un vedovo, la quale bambina aveva una nonna e un volpino. Con la nonna, forse anche col volpino, non saprei, andavano sempre alla Scala. Martedì ridotto-più-varietà. Una figata. Infatti è andata che poi Teresa sapeva tutte le arie a memoria. Da piccola mi sembrava una cosa straordinaria, poi ho pensato che anch’io so tutte le canzoni degli Afterhours a memoria.
Sì ma lei non aveva l’mp3. Sì ma io non andavo tutte le settimane a sentire gli After. Sì ma lei faceva vitadimerda. Eh, sì.

Allora Teresa là non ci voleva stare, che a parte la Scala, il volpino e tutto, quella era là da sola a dodicianni a farsi il mazzo. E voleva fortissimamente tornare a quel buco di casa sua.

Che io a volte penso qua un po’ di movimento c’era giusto in guerra. Che non si pensano queste cose, deficiente. In guerra c’è la guerra. Che infatti è vero, non lo penso neanche, è che non so, a volte, la gente è cattiva.

Però è vero che qua non c’è un cazzo e non succede un cazzo. È anche bello a suo modo. E cresci a pane e Resistenza con tutti quei vecchi che raccontano le cose da vecchi, e che a ben vedere son rimasti proprio in pochi. Ora si fan strada i giovani che raccontano cose da vecchi.

Comunque quelli che raccontavano le cose stimolanti, cioè i vecchi, a volte ti tiravano fuori delle robe che neanche Carpenter. Ce n’è una famosissimaricorrente che è quella del Gerarca Fascista.
Nel senso quella del misero capetto di un rigurgito di campagna pedemontana.
Dicevano quello abitava con la famiglia sulla strada, vicino al vecchio ufficio postale. Dicevano aveva sette figli. Tutti ciechi.
Dicevano è perché era fascista.
È perché faceva la spia.

Una paura che non vi dico.
Che io non lo so, a volte, la gente è cattiva.

[in basso a destra]

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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