A Bologna le Schegge erano come i cani

di simone rossi

il chirarrino e il contrabbasso

La prima volta che sono stato all’XM24 a Bologna mi hanno fregato il portafoglio dallo zaino e una mia amica si è ubriacata, è inciampata, è caduta e si è scheggiata un dente e l’abbiamo dovuta portare al pronto soccorso, sarà stato il 2005 e suonava un gruppo che non vi sto a dire.

La seconda volta è stata ieri sera e per fortuna che leggevamosuonavamo Schegge di Liberazione, mica Cronache di una sorte annunciata, poi a fine serata è venuto fuori che abbiamo lettosuonato 17 pezzi, diciassette, pensa te, ma quasi nessuno di noi è superstizioso.

“Di noi” è molto bello da dire perché ormai ci si conosce, dai, sembriamo uno di quei gruppi canadesi con tredici persone sul palco, ci muoviamo in branco come i gatti e come i topi, poi è bello quando non stiamo su un palco e possiamo leggeresuonare a livello del suolo, addosso alla gente, gente che all’XM24 a Bologna è gente con i cani, gente che fuma dentro, sembrava contemporaneamente un circolo letterario e una sala prove, che è poi quello che dovrebbero essere i centri sociali, per come la vedo io.

Così sono andate le cose, così dovevano andare: si comincia all’improvviso, io e Bicio sembra sempre che ci stiamo accordando poi l’ingegnere alza un sopracciglio e io inizio a cantare la solita canzoncina del solito cantautore, tengo sempre gli occhi chiusi perché ci ho la vergogna, ma poi la gente è gentile e batte le mani e io mi sciolgo, iniziano le letture e tutto quello che dobbiamo fare, io e Bicio, è tirare fuori una canzoncina diversa per ogni lettura, non c’è nemmeno bisogno di incastrare i finali delle canzoncine con i finali delle letture, tanto poi la gente è gentile e applaude e noi sfumiamo, come si dice. Ieri sera ho scoperto che abbiamo 17 canzoncine in repertorio, è quasi un disco doppio.

Tengo sempre gli occhi bassi sul chitarrino o guardo la mano sinistra di Bicio che mi dà sicurezza, quindi le facce della gente mentre leggiamosuoniamo non le so raccontare: con questo fatto della continua rotazione dei lettori, secondo me il pubblico ci mette i primi dieci secondi di ogni nuova voce ad abituarsi al timbro, al tono, agli accenti, a quanto state vicini o lontani dal microfono (FORTE!), ma poi si sentono le gambe delle sedie che strisciano perché la gente si mette più comoda e vuole ascoltare; poi le vostre voci diventano quello che devono diventare, strumenti, come il chitarrino e il contrabbasso, strumenti per testimoniare, strumenti per resistere, vabbeh, sto diventando retorico, allora volevo dire che alla fine i maccheroni con il radicchio erano molto buoni e c’era un cane che ha fatto il prelavaggio dei nostri piatti e mentre ci abbracciavamo e ci salutavamo ci siamo detti Dai, ci rivediamo tra una settimana a Perugia, e sembravamo proprio in tour. O in gita.

Mi sa che questo ebook ci sta un po’ scappando di mano.

E lasciamolo scappare, diobono, così abbiamo la scusa per andargli dietro. Tanto Bicio il contrabbasso lo suona anche camminando.

[simone-rossi.it]

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
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