(senza titolo)

di “Al Farach”

Davanti alla villa dei Talon hanno costruito un megacondominio, ma almeno parte del bosco della villa si è salvato e così là è ancora possibile nascondersi. Quelli delle ronde non hanno le palle per arrivare fin là per vedere chi c’è. Chi ci ha provato, male gli incolse che l’hanno legato a un cartellone pubblicitario e gli hanno appeso al collo il cartello con su scritta la parola. Le donne, le mamme, le mogli portano un po’ di cibo, sempre che non le fermino prima le pattuglie di carabinieri e poliziotti. C’è come una sorta di stanchezza, è vero, non lo si può negare. La televisione e la radio è inutile seguirle perché fanno venire ancora di più il nervoso. Almeno ora ci chiamano terroristi, all’inizio eravamo definiti criminali comuni. Sono stanco, vorrei tornare alla vita di prima, ma so che non è possibile. La casa è stata requisita e Jole l’hanno arrestata. La colpa di tutto è del nonno che prima di morire si è messo a ripetere per l’ennesima volta di come allora presero il fucile che nessuno glielo aveva detto o ordinato. Ma quando i fasci ti hanno bruciato per l’ennesima volta il fienile… È stato il nonno poi ad accorgersi che nel libro di storia di Sandro non c’era più nemmeno la parola. Non ci ha visto più. Il sindaco nuovo, quello della Lega, ha fatto di tutto per internarlo, sono venuti quelli dell’asl e gli volevano fare un TSO e il nonno non ha resistito, ha iniziato a lanciare di tutto, poi è arrivata la polizia e se lo sono portato. È morto così, lontano dai campi, in un letto di una casa famiglia a Bentivoglio, guardato a vista.

Poi è stata la volta di Sandro, il nipote più piccolo che ha iniziato a scrivere la parola su tutti i muri del paese e pure a lui se lo sono portato. Poi abbiamo perso tutti il lavoro e non ci restava che andare a giocare alla slot machine nel bar della Wanda e a ubriacarci. Hanno requisito i campi del nonno, ci hanno fatto un capannone non si sa bene a che scopo. Il prete ha iniziato ad andarsene impettito per le case a controllare se c’erano i crocifissi.

Che avevamo da perdere?

Non me lo ricordo come è iniziato, cioè non mi ricordo come mi sono trovato materialmente a sabotare, controinformare, entrare in clandestinità. Ammazzare no, c’è questa regola tra noi. Forse siamo solo dei poveri illusi, degli idealisti che si stanno a fare delle pugnette, non lo so.

So che ieri sera l’ho scritta la parola, in grande su un muro del municipio.

Ora e sempre RESISTENZA. E mi sono sentito meno stanco.

[Al Farach]

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in ebook 2010. Contrassegna il permalink.

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