La fuga

di Francesco Cocco

Si svegliò che la casa fumava ancora.
I fascisti,
si ripeté,
i fascisti.
Ancora non capiva nulla, quasi rideva,
mentre inforcava le mutande,
si stringeva al petto gli scarponi,
lo zaino di tela, i Quaderni di Gramsci,
mentre infilava in saccoccia una pagnotta contundente e uno sputo di formaggio.
Il vino!
Nella fretta schiacciò tutto.
Il formaggio schizzò allegramente, imbrattò le foto, gli intonacò le mappe.
Il fuggitivo ammirò quell’inattesa irruzione di bianco grasso
tra il giallo paglierino delle vallate,
lo stinto celeste dei fiumi.
Nemmeno imprecò: per trovare la via, si disse,
non gli servivano più le mappe.
Si mise difilato in strada, stretto nel cappotto,
al riparo delle ombre dell’alba,
contando i muri.
Assaporò il tepore delle sei.
Gli era sempre piaciuto scappare d’estate, tra il profumo dei campi
e la foschia lieve.
Quante volte, quante volte!
Accelerò il passo, quasi danzando.
Ascoltò il silenzio che fanno i grilli, prima delle cicale.
Il silenzio.
Durò poco però.
All’improvviso, udì il tossire lento di un motore.
Soffiò, nemmeno di paura, ma d’impazienza;
cercò un angolo dietro cui svoltare,
si appiattì al muro.
Gli parve che il rumore si allontanasse.
S’illuse.
Spalancò gli occhi che già il corpaccione funereo di un’automobile gli era addosso.
Accettò la sconfitta,
mentre una mano pelosa, una testa bisunta
spuntavano dal finestrino.
“Eccolo!”
Lui fece finta di non udire, riprese il passo,
ma l’automobile accostò.
Era finita.
“Senatore!
Ma dove va, senatore? Siamo noi,
si fermi!
Ah, quei fascisti di merda!
Vigliacchi!
Ma lei come sta, sta bene?
Già al partito hanno saputo tutto,
ci sono i giornalisti che la aspettano!
Bruciar la casa a un senatore della Repubblica,
a una Medaglia d’oro! Ah!
Questi fascisti di merda, quel porco di Tambroni!”.
Si ritrovò schiacciato fra i seggiolini di velluto
e gli aliti premurosi e dei portaborse.
La sua fuga,
postuma, era finita
davanti alla pubblicità di una Cinquecento.
“Vuole una sigaretta?”
Bestemmiò.
L’accese.
Era un grande, il Boldrini.

[brioches]

Informazioni su il Many

(marco manicardi)
Questa voce è stata pubblicata in ebook 2010. Contrassegna il permalink.

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